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Sindrome da Aspirazione di Meconio

Durante la vita fetale i prodotti del fegato, dello stomaco e del pancreas del bambino sono ritenuti all’interno dell’intestino insieme al liquido amniotico che viene inghiottito dal feto (meconio).

In condizioni fisiologiche, il meconio dovrebbe essere evacuato dopo la nascita, in casi di gravi stress durante il travaglio o il parto (5-10% delle gravidanze), il feto può invece emettere il meconio nel liquido amniotico e aspirarlo, causando danni polmonari e gravi problemi respiratori (sindrome da aspirazione di meconio).

Sarà di fondamentale importanza riconoscere l’aspirazione di meconio da parte del neonato, al fine di poter garantire la respirazione del bambino ed evitare gravi danni a lungo termine.

Cause
La sindrome d’aspirazione di meconio può essere causata da tutte quelle condizioni che provocano una sofferenza fetale.

  • Encefalopatia ipossico-ischemica
  • Ipossia fetale
  • Parto oltre le 40 settimane di gestazione

Segni e sintomi

  • Tachicardia fetale rilevata durante la cardiotocografia (CTG)
  • Bradicardia fetale dopo una contrazione uterina rilevata al CTG
  • Liquido amniotico di colore giallo-verde
  • Cianosi neonatale
  • Problemi respiratori neonatali
  • Bradicardia neonatale
  • Basso punteggio di Apgar
  • Acidosi metabolica
  • Ipotonia e debolezza neonatale
  • Flaccidità del neonato
  • Macchie verdognole della pelle, del cordone o delle unghie del bambino

Diagnosi
La sindrome da aspirazione di meconio può essere diagnosticata in diversi modi.

  • Suoni respiratori anormali all’auscultazione durante l’esame obiettivo neonatale
  • Acidosi metabolica, ipercapnia e ipossia neonatale
  • Rx del torace con macchie, rigonfiamenti, collassi polmonari e cardiomegalia (aumentate dimensioni del cuore del bambino)

Terapia
Il ruolo dell’ostetrico, del ginecologo e del neonatologo sono di fondamentale importanza per la diagnosi e il trattamento tempestivo della sindrome da aspirazione di meconio, al fine di evitare gravi lesioni cerebrali o addirittura la morte del bambino.

Nei casi a rischio sarà necessario monitorare il feto con l’ecografia e il CTG.

Nel caso in cui non fosse possibile risolvere la situazione e il feto fosse a rischio d’ipossia o fosse particolarmente bradicardico, il ginecologo dovrà essere in grado di decidere per l’espletamento del parto o il taglio cesareo d’urgenza.

Quando il liquido amniotico è sporco di meconio, il neonatologo, dovrà essere presente e dovrà essere in grado di riconoscere tale evento e trattare efficacemente il neonato.

Esistono varie terapie e tecniche di assistenza del neonato che ha aspirato meconio.

  • Aspirazione del meconio dalle vie respiratorie del neonato per non più di 5 secondi e somministrazione di ossigeno terapia tra un’aspirazione e l’altra.
  • Ricovero immediato in terapia intensiva neonatale, per il monitoraggio costante delle funzioni vitali e il ripristino di un’adeguata ossigenazione.
  • Nel 40% dei casi è necessario ricorrere alla ventilazione meccanica per far respirare il bambino, poiché il tessuto polmonare potrebbe essere compromesso e le vie respirazione potrebbero essere infiammate o ostruite.
  • Ossigenoterapia.
  • Somministrazione di surfactante per evitare il collasso polmonare, causato dalla presenza del meconio nelle vie respiratorie del neonato.
  • Terapia steroidea per combattere l’infiammazione polmonare.
  • Somministrazione di ossido nitrico, per evitare o risolvere l’instaurarsi di una temibile condizione patologica detta “ipertensione polmonare”, che potrebbe provocare la morte del neonato. L’ossido nitrico permette un corretto apporto di ossigeno ai polmoni del bambino, grazie alla sua potente e rapida azione vasodilatatrice.

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