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Retinopatia del Prematuro

Per retinopatia del prematuro (ROP), s’intende un disordine oculare bilaterale, che può presentare vari gradi di gravità, dovuto a un’anomala vascolarizzazione della retina, tipica dei nati prematuri.

I vasi retinici fetali completano la loro vascolarizzazione intorno al termine della gravidanza, quindi quanto più precoce sarà il parto e quanto più sarà basso il peso alla nascita del neonato, tanto più sarà alta la probabilità che possa presentarsi questo tipo di patologia (più dell’80% dei nati con un peso inferiore a 1 kg sviluppa una ROP).

Se non diagnosticata e se non trattata nei i tempi e nei modi dovuti, questa patologia può causare gravissimi danni alla vista, finanche al distacco della retina e alla cecità del bambino; ecco prchè è indispensabile che il medico della Terapia Intensiva Neonatale, che visita un prematuro, sia in grado di riconoscere e trattare tempestivamente un neonato con la ROP e che tutti i nati con un peso inferiore a 1,3 kg vengano sottoposti allo screening per la ricerca di questa patologia.

Nei casi meno gravi, infatti, e se diagnosticata in tempo, quando la malattia non è arrivata agli ultimi stadi (con distacco parziale o totale), questa può essere trattata con una tecnica chiamata: “fotocoagulazione laser”, che permette di ottenere, nella maggiorparte dei casi, una buona funzione visiva del bambino.

Fattori di rischio

  • Neonati con peso inferiore ai 1500 g
  • Età gestazionale inferiore alla 30^ settimana
  • Razza caucasica
  • Gravidanza gemellare
  • Età materna avanzata
  • Assunzione di farmaci in gravidanza
  • Traumi durante il parto
  • Indice APGAR
  • Ossigenoterapia protratta alla nascita
  • Ventilazione meccanica
  • Ipocapnia
  • Ipercapnia
  • Trasfusioni di sangue
  • Bradicardia
  • Patologie cardiocircolatorie
  • Sepsi
  • Emorragie intraventricolari
  • Carenza di vitamina E
  • Illuminazione in neonatologia
  • Apnea ricorrente
  • Distress respiratorio

Segni e sintomi
I neonati non possono riferire i sintomi come farebbero gli adulti, solitamente l’unico segno riscontrabile in età così precoce è la leucocoria ovvero la presenza di un riflesso di colore bianco all’interno dell’occhio del bambino, che però si manifesta solo negli stadi più gravi di malattia. Possono comunque essere presenti movimenti anomali degli occhi, miopia di tipo grave e strabismo.

Prevenzione, diagnosi e terapia
L’unica prevenzione realmente efficace della ROP è la prevenzione del parto pretermine. Nel caso in cui questo non fosse possibile, la terapia a base di ossigeno in neonatologia deve essere limitata solo e unicamente al fine di prevenire l’ipossia del neonato, poiché una somministrazione in dosi eccessive o prolungate di O2 aumenta la probabilità di sviluppare la ROP.

Attualmente sono ancora in fase di studio l’uso profilattico di antiossidanti, come la vitamina E e la limitata esposizione del neonato alla luce.

La diagnosi di ROP è semplice ed è possibile grazie a un comune esame oftalmoscopico, che andrebbe eseguito, come già sottolineato, il più precocemente possibile e che andrebbe ripetuto nel tempo, per garantire una diagnosi tempestiva e quindi la possibilità di un trattamento efficace, in caso di neonato prematuro.

In passato con la crioterapia, oggi soprattutto con la “laser fotocoagulazione” è stato ed è possibile eliminare la retina non vascolarizzata che si trova alla periferia dell’occhio, diminuendo significativamente gli esiti come piaghe e distacchi retinici, che potrebbero compromettere la capacità visiva del neonato. Tutti i bambini ad alto rischio dovrebbero eseguire un esame oftalmologico, per verificare se sia necessario il trattamento, a 4-6 settimane dalla nascita e ripeterlo almeno ogni 2 settimane, fino alla completa maturazione vascolare della retina.

La vitrectomia e il cerchiaggio sono trattamenti riservati ai quei casi in cui il distacco retinico si presenta durante l’infanzia, ma purtroppo tali tecniche non presentano a oggi grandi benefici.

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