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Ipertensione, Pre-Eclampsia, Eclampsia e Sindrome Hellp

Durante la gravidanza, il ginecologo ha il compito di raccomandare alla gestante il monitoraggio della pressione arteriosa e di prescrivere diversi esami di laboratorio da ripetere ciclicamente.

Questi controlli sono molto importanti dato che numerosi studi sottolineano come la malattia ipertensiva in gravidanza risulti essere, attualmente, una della maggiori cause di morbilità e mortalità sia materne che fetali.

L’incidenza di pressione arteriosa sopra i valori della norma è di circa il 10-20% di tutte le gravidanze, di cui circa il 70% insorge per la prima volta proprio in questo periodo. Nel 5 -10% dei casi l’ipertensione gravidica può complicarsi in eclampsia e nel 30% è una condizione patologica che persiste anche dopo la fine della gestazione.

CAUSE E FATTORI DI RISCHIO

  • Età materna maggiore di 35 anni
  • Età materna inferiore ai 20 anni
  • Prima gravidanza
  • Gravidanza gemellare
  • Ipertensione cronica
  • Diabete materno
  • Deficit di vitamina D
  • Patologie renali materne
  • Patologie vascolari materne
  • Obesità
  • Gravidanza con un nuovo partner
  • Pregressa gravidanza con ipertensione o pre-eclampsia
  • Storia familiare d’ipertensione in gravidanza

CLASSIFICAZIONE
L’ipertensione in gravidanza si divide in:

  • IPERTENSIONE GESTAZIONALE: valori pressori diastolici maggiori di 90 mmHg in due misurazioni diverse nell’arco di 6 ore o valori pressori sistoli maggiori di 110 mmHg, che insorgano per la prima volta dopo la ventesima settimana di gestazione e che ritornino nei limiti della norma entro 6/12 settimane dal parto
  • PROTEINURIA GESTAZIONALE: valori di proteinuria maggiori di 0,3 g nelle 24 ore, che si verifichino per la prima volta dopo la ventesima settimana di gestazione e che ritornino nei limiti della norma entro 6/12 settimane dal parto
  • PRE-ECLAMPSIA: valori pressori diastolici maggiori di 90 mmHg in due misurazione diverse nell’arco di 6 ore o valori pressori sistolici maggiori di 110 mmHg, che insorgano per la prima volta dopo la ventesima settimana di gestazione e che ritornino nei limiti della norma entro 6/12 settimane dal parto, associati a valori di proteinuria maggiori di 0,3 g nelle 24 ore, che si verifichino per la prima volta dopo la ventesima settimana di gestazione e che ritornino nei limiti della norma entro 6/12 settimane dal parto. Possibili manifestazioni di uno stato pre-eclamptico sono:
    • Edema polmonare
    • Ritardo di crescita intrauterino asimmetrico
    • Cefalea
    • Disturbi visivi
    • Dolore epigastrico
    • Trombocitemia
    • Aumento dei valori di LDL
    • Ipertransaminasemia
    • Iperbilirubinemia
    • Ieruricemia
    • Ipercreatininemia
  • IPERTENSIONE GRAVIDICA SOVRAPPOSTA AD IPERTENSIONE CRONICA: valori pressori, dopo la ventesima settimana di gestazione, in pazienti già ipertese prima della gravidanza, superiori ai valori pregravidici di 30 mmHg diastolici o di 20 mmHg sistolici

COMPLICAZIONI
Le complicanze di uno stato ipertensivo gravidico possono essere molto gravi e mettere a rischio la salute e la vita della madre e del feto.

  • Alterazioni della perfusione della placenta
  • Alterazione degli scambi materno-fetali di ossigeno e nutrimenti
  • Distacco della placenta
  • Eclampsia
  • Sindrome HELLP
  • Coagulazione intravasale disseminata (CID)

TERAPIA
Al riscontro di pre-eclampsia, il medico dovrà valutare attentamente la condotta da mantenere. Consiglierà alla madre riposo assoluto e una dieta povera di sodio e di proteine. Dovrà essere subito instaurata una terapia farmacologica per cercare di normalizzare i valori pressori, ma spesso (nei casi più gravi) la terapia più efficace risulta essere l’interruzione di gravidanza, ovvero il parto.

Questo verrà espletato se il bambino ha superato le 36 settimane e quindi ha raggiunto la maturità giusta per vivere al di fuori dell’utero materno. Se non è stata raggiunta questa età gestazionale e si è di fronte a una pre-eclampsia lieve, il ginecologo ricovererà la donna o programmerrà dei ricoveri ripetuti in day-hospital per valutare il progredire della patologia.

Se, invece, si è di fronte ad una pre-eclampsia grave, il parto è indicato se si sono raggiunte le 34 settimane di gravidanza (ricordando che tra la 28^ e la 32^ settimana, prolungare la gravidanza anche slo di qualche giorno può portare a complicanze fetali anche molto gravi).

ECLAMPSIA
Questa temibile complicanza è definita come l’instaurarsi di convulsioni per la prima volta in gravidanza. È una sindrome rara e la sua incidenza varia dallo 0,2% al 2-6%, in base al grado di pre-eclampsia presente. Dal punto di vista dei sintomi, di solito inizia a manifestarsi con dolore addominale “a barra”, cefalea, riflessi molto accentuati e alterazioni visive. Se non riconosciuta o non trattata, può portare a seri danni materni e/o fetali, fino alla morte.

SINDROME HELLP
L’acronimo HELLP deriva dall’inglese “Hemolysis, Elevated Liver enzymes and Low Platelets”, ovvero sindrome caratterizzata da emolisi (distruzione dei globuli rossi), enzimi epatici di valore elevato e presenza di un numero ridotto di piastrine. La diagnosi si basa sugli esami ematici e risulta essere, come l’eclampsia, il segno del coinvolgimento di tutto l’organismo. Dal punto di vista dei sintomi, inizia a manifestarsi con cefalea, dolore addominale, nausea e vomito. Anche questa complicanza della pre-eclampsia deve essere riconosciuta subito e trattata per evitare ulteriori complicanze.

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