Ascolta il nostro spot radio in onda sul gruppo

Sei nel settore Ginecologia

Incopetenza Cervicale

L’incompetenza cervicale è un’importante causa di parto prematuro e di aborto tardivo (16% dei casi) e si verifica quando, durante la gravidanza, la cervice uterina inizia a dilatarsi e accorciarsi prima del tempo fino a causare, a volte, un vero e proprio travaglio pretermine, che può comportare anche la morte del neonato.

Durante la gravidanza, invece, la cervice uterina, o collo dell’utero, dovrebbe restare chiusa per consentire al bambino di rimanere nell’utero e svilupparsi completamente, per tutti e nove i mesi della gravidanza. In circa l’1% dei casi il collo uterino non riesce a contenere il prodotto del concepimento a causa di alterazioni funzionali o strutturali.

CAUSE E FATTORI DI RISCHIO

  • Precedente incompetenza cervicale
  • Interventi chirurgici sul collo dell’utero (cervice) come una conizzazione
  • Lacerazioni cervicali o altri traumi del collo
  • Anomalie del tessuto connettivo
  • Rottura prematura delle membrane in precedenti gravidanze
  • Anomalie o malformazioni dell’utero
  • Interventi di revisione della cavità uterina
  • Applicazione del forcipe in precedenti parti
  • Esposizione ad alcune sostanze (in particolare al dietilstilbestrolo, farmaco somministrato fino agli anni settanta per prevenire l’aborto, ora in disuso)

SINTOMI
La maggior parte delle volte, l’incompetenza cervicale non da sintomi iniziali, possono presentarsi una sensazione di disagio, mal di schiena, crampi addominali, ma si può arrivare con il tempo ad avere anche vere e proprie contrazioni e inizio del travaglio.

DIAGNOSI
Il ruolo fondamentale del ginecologo è quello d’intervenire tempestivamente, prima che possa essere troppo tardi e che si possa innescare un travaglio pretermine, prevedendo e diagnosticando l’incompetenza della cervice, attraverso:

  • un’accurata anamnesi della paziente, che miri a identificare possibili fattori di rischio, come quelli già elencati,
  • un attento esame obiettivo ostetrico ad ogni visita, che possa riconoscere alla palpazione cervicale un’eventuale dilatazione o accorciamento del collo dell’utero,
  • esami ecografici programmati, che prevedano sempre la visualizzazione e la valutazione delle condizioni cervicali (cervicometria) e rappresentano la diagnosi di certezza.

TERAPIA
Nel caso in cui il ginecologo sospettasse l’instaurarsi di un’incompetenza cervicale uterina, dovebbe tenere la donna sotto stretto controllo medico, eseguendo ecografie ravvicinate (almeno ogni due settimane) per valutare la lunghezza e la continenza del collo uterino e consigliare riposo assoluto e astensione dall’attività fisica.

Se il collo dovesse risultare più corto del normale, sarebbe necessario instaurare una terapia a base di progesterone per via vaginale e farmaci che inibiscano le contrazioni uterini (tocolitici).

Nel caso in cui non si riuscisse a bloccare la dilatazione e l’accorciamento del collo o esso risultasse troppo beante, con il rischio di un parto prematuro, si potrebbe intervenire eseguendo il cerchiaggio della cervice uterina, una procedura chirurgica in anestesia generale, che prevede l’applicazione di un nastro di materiale sintetico (tramite la vagina o tramite l’addome), atto a mantenere chiusa la cervice dell’utero, che potrebbe così resistere alla pressione meccanica esercitata dal peso del feto della placenta e del liquido amniotico.

E’ un intervento che si esegue solitamente in torno alla 14-16^ settimana di gestazione e che prevede la rimozione del dispositivo di cerchiaggio intorno alla 37-38^, per evitare complicazioni durante il parto, che potrà avvenire comunque per via vaginale (salvo altre complicazioni, che prevedano la necessità di eseguire un taglio cesareo).

Il cerchiaggio può essere applicato anche a un’epoca gestazionale più precoce, a scopo profilattico, in quei casi in cui il rischio stimato d’incompetenza sia significativo.

Non può invece essere proposto quando vi siano particolari anomalie della cervice (come una forte irritazione o infiammazione), dilatazione del collo che superi i 4 cm e quando sia già avvenuta la rottura prematura delle membrane.

Raccontaci il tuo caso di malasanità.



Se ritieni di aver subito un danno da responsabilità medica e desideri giustizia,
compila il modulo qui sotto. Ti chiameremo noi tempestivamente.

Accetto le condizioni relative alla norma sulla Privacy e le Condizioni d'uso.


Invia questo articolo ad un amico