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Ictus Fetale

L’ictus fetale è una condizione che può manifestarsi dalla ventesima settimana di gravidanza fino a un mese dopo la nascita, è una condizione acuta neurologica che determina delle sequele croniche.

Può essere definito come l’arresto improvviso dell’apporto sanguigno a un’area del cervello più o meno estesa, l’estensione determinerà le conseguenze a lungo termine.

Viene classificato in base al momento in cui si verifica in:

  • fetale: prima della nascita
  • neonatale: entro il primo mese di vita del neonato
  • perinatale: quando avviene in travaglio di parto

Inoltre riconosciamo varie condizioni, in base alla sede anatomica in cui si verifica:

  • infarto ischemico arterioso, secondario all’occlusione di una delle arterie cerebrali
  • trombosi seno-venosa cerebrale, secondario all’occlusione di un seno venoso che determina un infarto o un’emorragia
  • infarto emorragico cerebrale, quando è presente un’emorragia a livello del tessuto nervoso o in sede subaracnoidea e intraventricolare.

Cause e fattori di rischio

Non esiste una sola causa ma spesso tale condizione è multifattoriale, tra le più importanti riconosciamo:

  • infezioni
  • asfissia neonatale o encefalopatia ipossico-ischemica
  • alterazioni immunitarie come la sindrome da anticorpi antifosfolipidi
  • diabete
  • storia d’infertilità
  • preclampsia
  • complicazione in fase di travaglio
  • parto operativo in particolare l’uso improprio della ventosa ostetrica
  • distacco intempestivo di placenta
  • trombosi dei vasi placentari
  • alterazioni ematologiche ereditarie
  • gravidanza gemellare, sindrome trasfusione gemello-gemello

Segni e sintomi
I neonati affetti da questa condizione possono presentare i seguenti segni e sintomi:

  • alterazioni dell’esame neurologico peri e post natale con alterazione dei riflessi profondi e superficiali
  • convulsioni
  • ipotonia con asimmetria della postura degli arti
  • puntura lombare emorragica
  • idrocefalia
  • deficit sensoriali (cecità e sordità neurosensoriale)

Prevenzione, diagnosi e terapia
La diagnosi si avvale di diversi strumenti:

  • esami di laboratorio: emocromo, studio della coagulazione e dei suoi difetti
  • ecografia cerebrale
  • puntura lombare emorragica
  • TC
  • RM
  • Elettroencefalogramma
  • Ecocardiogramma

Il trattamento si basa sul riconoscimento tempestivo della patologia e la prevenzione di un danno massivo, sostenendo la pressione sanguigna, la ventilazione polmonare e la circolazione ovvero quando possibile rimuovere la causa.

La prognosi dipenderà soprattutto dall’estensione della lesione e dalla rapidità della diagnosi, che spesso risulta difficile.

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