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Herpes Neonatale

Le infezioni materne in gravidanza risultano essere tra le complicanze più temibili. Nel cosiddetto complesso TORCH sono raggruppate le patologie che hanno scarsa importanza clinica nella madre ma che possono portare a complicanze serie nei confronti del bambino. Esse sono: Toxoplasmosi, Others (altre infezioni), Rosolia, malattia da Citomeglovirus e Herpes.

Il virus dell’Herpes Simplex presenta due tipologia diverse: tipo 1, che di solito da manifestazioni cutanee, e tipo 2, che di solito da manifestazioni genitali. Il contagio al bambino avviene solitamente durane il parto, quando il feto attraversa il canale del parto. La cosiddetta trasmissione verticale, cioè tra da madre a figlio, avviene in circa 1 bambino su 3200 e circa l’85% dei contagi avviene al momento della nascita.

FATTORI DI RISCHIO

  • Infezione genitale materna primaria (soprattutto nel III trimestre)
  • Durata della rottura delle membrane
  • Modalità del parto (vaginale, cesareo, ventosa, forcipe)
  • Parto prima delle 38 settimane

CLASSIFICAZIONE
Dopo il contagio, il neonato nella prima settimana di vita, può manifestare una forma CUTANEA, di poca importanza, o una forma che coinvolge organi interni. Si parla di infezione LOCALIZZATA se coinvolge un solo organo (occhi, fegato, polmoni, sistema nervoso) e di DISSEMINATA se coinvolge tutto l’organismo.

Circa il 35% dei bambini che ha contratto il virus dell’Herpes Simplex durante il parto o poco prima, sviluppa una localizzazione al sistema nervoso centrale (SNC), quindi al cervello, la cosiddetta Encefalite da Herpes. Si possono avere complicanze estremamente gravi come paralisi cerebrale, danni neurologici permanenti e, purtroppo, anche la morte del bambino (che di solito avviene in 10-15 giorni se non trattata).

SEGNI E SINTOMI
Classicamente, i segni e i sintomi di un’Encefalite da Herpes si manifestano entro i primi 7-10 giorni dalla nascita. Ricordiamo:

  • Febbre alta
  • Irritabilità del bambino
  • Letargia del bambino
  • Il bambino “non ha fame”
  • Fontanella rigonfia
  • Perdita di coscienza
  • Difficoltà nell’esame neurologico
  • Pianto inconsolabile, spesso quando si tocca o si prende in braccio il bambino
  • Rigidità corporea
  • Lesione ad altri organi (fegato, occhi, etc)

DIAGNOSI
Davanti a sintomi neurologici del bambino, il medico dovrebbe subito allarmarsi. La prima cosa che verrà fatta sarà un prelievo del liquido cerebro-rachidiano tramite una puntura spinale. Questo liquido, che ritroviamo attorno al cervello e al midollo spinale, verrà analizzato e studiato in laboratorio. Si potrà, inoltre, effettuare anche esami sul sangue del piccolo per evidenziare o meno la presenza di anticorpi contro il virus dell’Herpes.

TERAPIA
In caso di sicura o solo sospetta infezione neonatale, il medico isolerà il bambino ed inizierà subito la terapia farmacologica a base di acyclovir, dato che più la terapia è tempestiva, più si hanno possibilità di salvare il bambino.

La terapia, in caso di encefalite, sarà molto lunga, almeno 21 giorni. In caso, invece, di localizzazione alla cute, alle mucose o agli occhi, il farmaco verrà somministrato per circa 15 giorni. Utilizzando questo tipo di terapia, si è visto che la mortalità associata a Herpes neonatale disseminata si è ridotta dal 85% a circa il 50% e quella associata ad infezione localizzata prettamente al sistema nervoso dal 29% al 4%. Purtroppo però, in circa il 17% dei bambini con infezione disseminata e circa il 70% di quelli con encefalite da herpes, si riscontrano danni permanenti.

PREVENZIONE DEL CONTAGIO NEONATALE

  • Controllo sullo stato sierologico della madre
  • Controllo sierologico del padre
  • Se la madre risulta negativa e il padre positivo al virus dell’herpes, rapporti protetti con preservativo (anche orali)
  • Profilassi con acyclovir in donne positive al virus dell’herpes, dalla 36^ settimana al parto
  • Evitare l’esposizione del bambino all’infezione primaria della donna del III trimestre
  • Attento esame fisico da parte del medico
  • Evitare la rottura artificiale delle membrane (amnioressi)
  • Taglio cesareo nelle donne con infezione attiva

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