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Encefalopatia Ipossico-Ischemica

L’encefalopatia ipossico-ischemica colpisce circa 2-4 neonati partoriti a termine di gravidanza su 1000, che sono andati incontro a un periodo di asfissia (mancata respirazione), ovvero a un’interruzione degli scambi nutritizi con la madre, alla nascita o subito dopo il parto.

Durante la gravidanza il feto riesce a compensare la mancanza di ossigeno per periodi brevi, senza riportare alcun tipo di danno, quando tale condizione però si prolunga, il cervello può non riuscire più a mattere in atto tali meccanismi compensatori con l’inevitabile degenerazione delle sue cellule, per tale motivo l’encefalopatia ipossico-ischemica resta una delle cause piu’ frequenti di disabilita’ cronica (paralisi cerebrale, ritardo mentale, difficolta’ di apprendimento ed epilessia) condizione la cui entità, di norma, non puo’ essere valutata correttamente fino all’eta’ di 3-4 anni.

Circa il 15-20% dei neonati colpiti da asfissia neonatale muore, mentre un altro 25% presenta danni permanenti.

Cause

  • Asfissia neonatale: la severita’ e la durata di questa condizione influenza il manifestarsi dell’encefalopatia ipossico-ischemica e i suoi effetti a lungo termine
  • Prematurità
  • Complicazioni durante o subito dopo il parto
  • Stato ipotensivo materno acuto
  • Sproporzione feto-pelvica
  • Compressione del cordone ombelicale
  • Emorragie intrapartum
  • Prolasso del cordone
  • Distacco di placenta
  • Rottura di vasa previa
  • Ictus fetale: principalmente legato a condizioni ematologiche congenite, malformazioni artero-venose congenite, infezioni, ipertensione o ipotensione materna

Segni e sintomi
Alla nascita di solito, i neonati si presentano con:

  • Basso indice di APGAR per più di 5 minuti
  • Necessità di rianimazione
  • Convulsioni nelle prime 48 ore dal parto
  • Acidosi metabolica
  • Ipotonia muscolare con flaccidità
  • Disfunzioni multiorgano, soprattutto a carico del cuore, dei polmoni, dei reni e del fegato
  • Assenza di riflessi del tronco encefalico
  • Coma
  • Morte

Mentre i segni piu’ comuni, che ritroviamo nel corso della crescita, sono a carico dello sviluppo motorio, che risulta essere ritardato nelle normali fasi della crescita (ritardo nel camminare, nel parlare), segni piu’ gravi sono sicuramente a carico dello sviluppo cognitivo e associativo, che richiedono una valutazione medica accurata.

L’encefalopatia ipossico-ischemica viene divisa secondo tre livelli di gravità’:

  • Encefalopatia lieve: si risolve tipicamente nelle prime 24 ore dalla nascita. Il tono muscolare puo’ aumentare lievemente nei giorni successivi e alcuni riflessi profondi possono essere notati; si presentano transitorie anomalie del comportamento (irritabilita’, problemi di suzione e allattamento, pianto incoercibile con alterazioni delle fasi del sonno).
  • Encefalopatia moderata: il neonato appare letargico con uno scarso tono muscolare e la diminuzione dei riflessi profondi, Il riflesso di Moro puo’ essere debole o assente, si posssono presentare periodi transitori di apnea, vi è la possibilità di comparsa di convulsioni nelle prime 24 ore di vita, con un recupero in un paio di settimane e miglior prognosi a lungo termine.
  • Encefalopatia grave: comparsa di convulsioni nelle prime 24-48 ore di vita con progressivo peggioramento, coma, respiro irregolare e assenza dei riflessi neonatali, pupille dilatate e fisse.

Prevenzione, diagnosi e terapia
La prevenzione di questa condizione patologica è legata all’eliminazione di tutti quei fattori che possono generare una condizione di asfissia durante e dopo il parto.

Per tale motivo è fondamentale il monitoraggio attraverso cardiotocografia, durante tutte le fasi del travaglio, per poter prontamente riconoscere una sofferenza fetale, che potenzialmente potrebbe portare allo sviluppo di una condizione di asfissia.

L’asfissia causa danni permanenti, che a volte continuano a progredire anche dopo aver rimosso la condizione scatenante. Per evitare ulteriori danni e’ importante monitorare e mantenere nei limiti la glicemia e la pressione arteriosa, prevenire le crisi epilettiche e curare l’edema cerebrale.

Quando si sospetta un’encefalopatia ipossico-ischemica, puo’ essere utile eseguire:

  • TC
  • RM
  • Emogasanalisi
  • Elettroencefalogramma
  • Ecografia

Purtroppo i danni prodotti dal mancato apporto di ossigeno, non possono essere modificati, ne’ riparati. E’ necessario fornire un supporto fisico e psicologico, che permetta al bambino di adattarsi alla sua condizione nel miglior modo possibile.

Una possibile terapia è quella ipotermica, che può essere impostata entro 6 ore dall’evento ipossico e proseguita per circa 72 ore. Consiste nell’indurre una lieve diminuzione della temperatura corporea del neonato di 3-4° C (al di sotto della sua normale temperatura).

Il principio scientifico alla base di tale terapia non è ancora del tutto chiarito, ma sembra che tale procedura possa ridurre il consumo di energia da parte del neonato, diminuendo conseguentemente anche la morte cellulare dei tessuti del bambino e riducendo così l’accumulo di liquidi all’interno del suo cervello.

Tale terapia sembra portare a un miglioramento della condizione patologica, soprattutto nei casi moderati e gravi.

Attualmente è l’unica terapia che abbia portato un significativo miglioramento della sintomatologia, anche se non ci sono ancora abbastanza dati che confermino i suoi benefici a lungo termine.

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