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Encefalite causata da Herpes Simplex

L’encefalite è un’infezione a livello del tessuto cerebrale nella maggior parte dei casi, il virus che determina questa infezione è l’Herpes Simplex (HSV) di tipo 1 o 2.
Nei neonati di età superiore ai 3 mesi, questa condizione è sostenuta, generalmente, dall’HSV 1 e si localizza principalmente a livello dei lobi frontali e temporali; mentre in quelli di età inferiore ai 3 mesi è più facilmente sostenuto dall’HSV 2, acquisito durante il passaggio nel canale del parto con una localizzazione generalizzata.

L’encefalite è una condizione rara, circa 1 su 3500 neonati, ma potenzialmente grave.

Cause
La principale causa è la presenza del virus a livello vaginale materno con conseguente trasmissione durante il parto.

Questa si verifica quando l’infezione è in fase attiva, poiché come tutti i virus della famiglia Herpes, una volta acquisita l’infezione è impossibile eradicarla. Il virus tende a rimanere all’interno del nostro sistema nervoso in fase latente, dando periodicamente manifestazioni attive dell’infezione.

Contrarre l’infezione per la prima volta nel terzo trimestre di gravidanza è chiaramente un fattore di rischio che può portare a rottura delle membrane e parto pretermine.

Segni e Sintomi
L’infezione da Herpes Simplex si manifesta in tre possibili modi:

  • Localizzata: quando interessa solo la cute, gli occhi e la bocca. Si osserva un interessamento soprattutto esterno con le tipiche lesioni dell’HSV ma senza interessamento degli organi interni.
  • Disseminata: quando interessa gli organi interni in particolare il fegato.
  • Encefalite: la manifestazione che presenta il più alto tasso di mortalità rispetto alle altre due espressioni dell’infezione. Tipicamente coinvolge tutta la massa cerebrale.

L’encefalite si manifesta con tremori, letargia e irritabilità, convulsioni, incapacità di suzione, febbre con pulsatilità delle fontanelle craniche. Inoltre si possono osservare le classiche lesioni vescicolari, quando presente l’interessamento cutaneo.

Le tre categorie non sono mutualmente escludenti, potendo manifestarsi anche contemporaneamente. La presenza di due o più manifestazioni peggiora la prognosi.

Prevenzione, diagnosi e terapia
La prevenzione si basa sul trattamento dell’infezione attiva nella madre e sull’esecuzione di un taglio cesareo quando l’infezione è florida durante il travaglio di parto.

La diagnosi viene posta facilmente quando presenti le tipiche lesione cutanee.

Di notevole aiuto, sono la presenza di IgM contro HSV nel sangue fetale, poiché non passando la placenta, non possono essere di origine materna; al contrario delle IgG (le immunoglobuline che determinano l’immunità permanente, quelle ad esempio generate dai vaccini) che attraversano la placenta e conferiscono l’immunità al neonato nelle prime fasi di vita.

Si può inoltre effettuare una coltura sul liquido cefalorachidiano, prelevato tramite puntura lombare, e l’uso delle moderne tecnologie laboratoristiche permette di ottenere un risultato rapido rispetto alle classiche tecniche di coltura cellulare che possono impiegare da diversi giorni a qualche settimana, non permettendo una terapia mirata e tempestiva.

La terapia si basa sull’uso degli antivirali specifici, come l’Acyclovir che va continuata per almeno 21 giorni, nei casi di infezione disseminato o di encefalite.
Nonostante la grande efficacia della terapia, l’encefalite da HSV mantiene un’alta mortalità e morbilità.

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