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Emorragie Endocraniche

Durante il travaglio o l’espletamento del parto, a causa di un inappropriato management da parte del personale medico, si può verificare una temibile complicanza neonatale: l’emorragia endocranica (perdita di sangue all’interno del cranio).

E’ una condizione che, a volte, si risolve completamente e in breve tempo ma purtroppo, in molti casi, può portare a un danno cerebrale permanente o addirittura alla morte del bambino.
Questo tipo di emorragia è molto più frequente nei neonati prematuri (il 20% dei prematuri con basso peso alla nascita sviluppa un’emorragia endocranica).

Cause
Minore è l’età gestazione a cui viene espletato il parto, maggiore sarà la probabilità che si verifichi un’emorragia neonatale (a causa della fragilità dei vasi sanguigni fetali che non hanno ancora terminato il loro sviluppo).

Le cause più frequenti sono:

  • Stato ipossico ischemico fetale
  • Pressione sulla testa durante il travaglio
  • Disturbi ematologici
  • Macrosomia
  • Sproporzione feto-pelvica
  • Presentazione podalica o di faccia
  • Travaglio troppo lungo
  • Uso inappropriato di forcipe
  • Uso inappropriato di ventosa

Esistono diversi tipi di emorragia cerebrale in base al distretto del sistema nervoso centrale interessato.

  • Emorragia subaracnoidea: è quella sicuramente più frequente e avviene tra le due membrane che circondano il cervello del neonato. E’ caratterizzata da convulsioni, letargia, apnea e l’esame neurologico neonatale risulta quasi sempre essere alterato. Se l’emorragia è molto estesa e le meningi sono infiammate, si potrà verificare anche la comparsa d’idrocefalo a distanza di tempo dalla nascita.
  • Emorragia subdurale: grazie alle moderne tecniche di ostetricia è un tipo di emorragia meno frequente rispetto al passato, poiché è causata dalla rottura d’importanti strutture cerebrali come la falce, il tentorio e le vene pontine, che si trovano tra la superficie del cervello e il tessuto di rivestimento che lo isola dalle ossa craniche. Sono emorragie più frequenti nelle donne primipare (donne che partoriscono per la prima volta), nei neonati macrosomici (neonati con elevato peso a termine di gravidanza) e in seguito a parti difficili, tutte condizioni che possono causare un’eccessiva pressione sui vasi che si trovano all’interno del cranio. I sintomi più frequenti sono rappresentati dalle convulsioni, da un improvviso aumento della grandezza della testa del bambino e un esame neurologico neonatale anormale (ipotonia, riflesso di Moro debole, estese emorragie della retina del neonato).
  • Emorragie intraventricolari e intraparenchimali: sono le emorragie che si presentano più frequentemente nei primi giorni di vita del neonato e sono in assoluto le emorragie più temibili, che interessano più di frequente i neonati con basso peso alla nascita e prematuri. Sono emorragie che interessano più spesso entrambi gli emisferi cerebrali. Nei casi più gravi, possono essere interessate importanti strutture del cervello, come le cisterne basali e la cisterna magna, con un’emorragia molto cospicua e rappresentano un evento preceduto quasi sempre da uno stato di ipossia e/o ischemia che danneggia i vasi cerebrali. Sono emorragie più spesso asintomatiche che però, nei casi più gravi, possono presentarsi con segni come la cianosi, l’apnea o il collasso del neonato.

Diagnosi, prognosi e trattamento
Il sospetto diagnostico di emorragia cerebrale deve essere posto, sempre, nel caso in cui il neonato presenti segni e sintomi come: la letargia, le convulsioni, l’apnea o nel caso in cui l’esame neurologico neonatale non sia normale.

In questi casi, sarà necessaria una TC del cranio del bambino, poiché l’ecografia, anche se più rapida e meno invasiva, non è in grado di rilevare piccole raccolte di sangue.

Nei casi in cui la diagnosi risulti più difficile sarà indicato eseguire l’esame del liquido cefalorachidiano.

Per l’emorragia subdurale può anche essere impiegata la tecnica di “trans illuminazione” della testa del neonato.

Indispensabili saranno gli esami di laboratorio come l’emocromo e ulteriori esami strumentali come l’elettrocardiogramma del neonato per poter definire il trattamento e la prognosi dell’emorragia.

Per quel che riguarda la prognosi, questa è solitamente buona in caso di emorragia subarcnoidea ed è invece riservata nei casi di emorragia subdurale.

Le emorragie intraventricolari lievi non causano la morte del neonato, mentre quelle più gravi hanno purtroppo una prognosi infausta, soprattutto quando interessano un’importante porzione del parenchima cerebrale. Fondamentale è sottolineare che l’emorragie cerebrali sono spesso causa di deficit neurologici permanenti del bambino, che ne possono invalidare gravemente lo sviluppo psicomotorio e la qualità della vita.

Di solito il trattamento dell’emorragia cerebrale neonatale è di tipo sintomatico. Indispensabile sarà la somministrazione di vitamina K a tutti quanti i neonati, insieme alle piastrine e ai fattori della coagulazione. Per l’ematoma subdurale potrebbe essere necessario un intervento chirurgico.

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